{"id":1262,"date":"1945-01-07T07:10:00","date_gmt":"1945-01-07T05:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/deportee.ensoul.works\/still-sunday-january-7-1945sempre-domenica-7-gennaio-1945\/"},"modified":"2022-06-08T10:24:15","modified_gmt":"2022-06-08T08:24:15","slug":"sempre-domenica-7-gennaio-1945","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/anitaliandeportee.org\/it\/sempre-domenica-7-gennaio-1945\/","title":{"rendered":"Sempre Domenica 7 gennaio 1945"},"content":{"rendered":"<p>Verso le sette di sera, siamo andati, io, Agostino, e Ciccillo, ad un locale vicino dove abito io a farci cucinare del fegato di vitella e dei maccheroni, che avevo comperato io ieri. Dopo aver mangiato abbiamo discusso un po\u2019 di Casale e delle nostre sventurate famiglie, invocando la fine di questa inesorabile guerra che distrugge ogni cosa! Dopo circa venti minuti che Agostino e Ciccillo se ne sono andati, io sto dentro alla sala dove mangiamo, a casa, insieme con altri amici: ad un tratto sentiamo squillare le sirene. Decidiamo di andarcene a un ricovero situato a poca distanza da noi, vado io, Liberti Vincenzo di Carinola, un certo Castoldo Andrea di Afragola e un certo Camerota Vincenzo di Minturno. Di tutt&#8217;e quattro solo io porto con me la valigia con un po\u2019 di biancheria necessaria dentro, capitai il 25 aprile del &#8217;44 che mi s\u2019incendi\u00f2 tutto, ed ora quando posso ci sto un po\u2019 accorto. Dopo qualche quarto d&#8217;ora che stiamo nel ricovero, incominciano a sparare. Le porte tremano tutte, le bombe devono cadere a poco distanza da noi. Ad un tratto una forte esplosione ci fa sobbalzare tutti, alcuni gridano per la paura, il rifugio barcolla, tutti crediamo che la bomba sia caduta su noi, \u00e8 un attimo di terrore per tutti, ma dopo pochi secondi ci accorgiamo di essere salvi! Cessato il fuoco, suona il &lt;pre-allarme&gt;. Chi vuole uscire pu\u00f2, gli danno il permesso di uscire, per\u00f2 dicono che c&#8217;\u00e8 pericolo di bombe inesplose che da un momento all&#8217;altro possono esplodere. Si vede la gente che esce, arriva all&#8217;ultima porta di uscita e poi ritorna di nuovo dentro, altri che se ne vanno e non ritornano. Noi tutti e quattro non sappiamo cosa fare, tutti e tre vogliono uscire subito, ma io li consiglio di rimanere ancora nel rifugio come ci sono ancora tanti altri. Hanno ragione loro, perch\u00e9 hanno tutta la loro roba a casa e corrono rischio di rimanere come rimasi io il 25 aprile &#8217;44, ma io dico a loro, e loro ne convengono, che \u00e8 pi\u00f9 cara la pelle sopra ogni cosa, e non tanto per noi ma per i nostri figli che hanno pieno bisogno dei loro cari genitori! Visto che tutti si decidono ad andarsene, usciamo pure noi. Appena siamo fuori, vediamo grandi incendi da ogni lato. La casa sopra il ricovero dove noi stiamo e isolata dalle altre, e per fortuna non \u00e8 stata colpita. Stiamo sulla strada per andare a casa, guardiamo alla direzione della nostra abitazione e non si vede nessun segno di incendio e diciamo: Anche questa volta ce l&#8217;abbiamo fatta franca. Stiamo a una cinquantina di metri dalla nostra casa, squillano di nuovo le sirene, di nuovo allarme. Dietro fronte e di corsa al ricovero una seconda volta. Dopo una decina di minuti incomincia l&#8217;inferno! \u00c8 un continuo cadere di bombe, e a poco distanza credo. Lo spostamento d&#8217;aria \u00e8 continuo senza mai staccare, senza interruzione. Sentiamo sollevarci la terra da sotto i piedi e poi lo scoppio delle bombe, mi fanno male le orecchie, le ho dovute tappare con le dita.Da quando mi trovo in Germania mai questo mi \u00e8 successo mai tanto rumore ho sentito con un bombardamento, e non si vede la via di finirla. Stiamo tutti acquattati per terra e ognuno di noi crede che sia venuta l&#8217;ultima ora per la nostra misera vita, ma finalmente, dopo una mezz&#8217;ora di continua fifa, si allontanano.Ce l&#8217;abbiamo vista brutta, ma il buon Dio ci ha salvato anche questa volta. Verso le 11:00 usciamo dal ricovero. Bench\u00e9 siamo in piena notte, ci si vede come se fosse mezzo giorno. Appena fuori vediamo che il palazzo sopra il ricovero dove noi stavamo \u00e8 in fiamme e gi\u00e0 i pompieri stanno lavorando per spegnere. Ci dirigiamo verso casa. Quello di Carinola e quello di Afragola vedendo incendi da ogni parte sono scappati avanti per paura che non bruciasse anche da noi, io e quello di Minturno ce ne andiamo pian piano. La strada \u00e8 tutta ingombra di macerie, di rami, di alberi che sono stati buttati da tutte le parti. Prima di girare la strada che conduce alla nostra casa- Kirchenstrasse 6- ho detto a questo di Minturno: Mi sembra che quella grande luce sia proprio la nostra casa che deve bruciare. Appena voltati a Kirchenstrasse, vediamo la nostra abitazione tutta in fiamme, questo di Minturno che anche lui non si \u00e8 portato niente della sua biancheria, si mette di corsa e va a salvare la roba. Arrivato pure io li chiamo, sono tutti in casa, loro abitano tutti e tre al pian terreno dove il fuoco non \u00e8 arrivato ed hanno salvato tutto, per\u00f2 hanno trovato tutto per terra, gli armadi, le finestre, tutto spaccato dallo spostamento d&#8217;aria. Io abitavo al secondo piano che al mio arrivo, gi\u00e0 brucia a met\u00e0, corro sopra ed anch&#8217;io riesco a salvare qualche cosa, ma non tutto, la mia stanza \u00e8 in fiamme e non c&#8217;\u00e8 altro che lasciar fare al fuoco. Le suore e tutti noi- italiani, olandesi, francesi, e altri uomini di altre nazionalit\u00e0 corriamo a trasportare letti e altri oggetti tolti dalle stanze non incendiate e che corrono pericolo di essere travolte dalle fiamme. Pi\u00f9 tardi arrivano i pompieri ed incominciano il lavoro di spegnimento. Quasi tutta la notte sono a buttare acqua, ma non riescono a spegnere il fuoco. Verso le tre della notte, le suore aiutate da noi, allestiscono una casa a pian terreno che \u00e8 stata poco danneggiata, mettono i letti a terra e l\u00e0 ci riposiamo un po\u2019 tutti insieme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Verso le sette di sera, siamo andati, io, Agostino, e Ciccillo, ad un locale vicino dove abito io a farci cucinare del fegato di vitella e dei maccheroni, che avevo comperato io ieri. 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