Un Blog dalla Seconda Guerra Mondiale

5 maggio 1945

Stamattina siamo andati di nuovo alla caserma dove partono i camion, mentre mi sto mettendo in fila, vedo un carabiniere che mi pare di conoscere, ci vado vicino e gli domando: ma tu non sei quello che lavorava con Vincenzo Verrengia a Casale? Mi risponde di sì. Gli chiedo da quanto tempo manca da Casale, mi risponde che è da poco e mi assicura che là stanno tutti bene e che non è successo niente. Con questa notizia resto molto contento e tengo speranza che neanche a mia moglie, i miei figli, le mie sorelle, e mio padre, non sia successo niente e che stiano tutti bene.

Si è fatto tardi, il turno dei partenti è finito. Chiudono e neanche oggi siamo stati inclusi nei partenti. Facciamo qualche camminate per la città in cerca di comprare qualche cosa per mangiare e torniamo alla caserma per dormire, c’è un tanfo insopportabile stiamo come gli animali, ma tutto questo per me non è niente, ormai si sta avvicinando il bellissimo giorno in cui potrò finalmente abbracciare tutti i miei cari, e poi sono lontano ormai dagli ordini e dalla schiavitù degli assassini e luridi tedeschi, specie da quello schifoso di Rockinger. Poveri miei amici compaesani che sono rimasti ancora in quella maledetta fabbrica e in quel Lager puzzolente. Quelli non potranno mai lasciare la fabbrica finché non arrivano gli alleati e metteranno una pistola dietro la nuca del loro Boia Rockinger.

Non c’è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Aggiungi questo diario
ai tuoi Social Bookmarks.
Condividi!

This work is licensed under Creative Commons BY-NC-ND