Un Blog dalla Seconda Guerra Mondiale

17 dicembre 1943

Mi sono presentato alla fabbrica Rockinger dove sono Agostino LaTorre, Ciccillo D’Angelo, Traglia Pasquale, e Mario Tutone. Quest’ultimo è uno sfollato di Napoli che ha la famiglia a casa di Don Filippo Trabucco, il cieco, a Casale. I Casalesi quando mi hanno visto sono rimasti tutti contenti. Mi mettono vicino a una macchina che buca certe piastre di ferro. Mi fanno guardare per qualche ora e poi mi mettono a lavorare. Il lavoro non è male. Il giorno mangiamo in un ristorante dirimpetto alla fabbrica. Io, Agostino, Ciccillo. Il pranzo è la solita suppe e kartoffel senza neanche una goccia di condimento. La paga è circa 70 pfennig all’ora che fanno circa 40 marchi la settimana. Non puoi comprarti niente. Né viveri, né vestiario, neanche una scatola di lucido per scarpe, così vado al mercato nero che si fa il sabato pomeriggio e la domenica mattina. Qui in piazza c’è gente di ogni nazionalità, sventurati come me, e peggio di me. Ognuno di noi si arrangia a farsi capire e compriamo qualche panno vecchio per coprirci perché il freddo è terribile. Il pane, chi ha la tessera lo paga 36 pfennig al kg, però al mercato nero, un buono di pane di un Kg costa 4 marchi, e un kg di pane bianco che con la tessera costa 72 pfennig, al mercato nero costa 40 marchi, il lavoro di una settimana! Io che abito a Monaco posso frequentare questo mercato, ma i miei amici no, perché loro quando escono dalla fabbrica devono prendere prima il tram che li porta alla stazione e poi il treno che li porta dove abitano, cioè al Lager di Fasanerie Nord. Poveracci stanno molto peggio di me perché loro, specie Ciccillo, ha fame.

2 Comments

  1. Rom:

    I love how he mentions shoeshine as if it’s a basic need.

  2. Toni:

    Buongiorno,

    Ho scoperto questo diario per caso e sono rimasto incuriosito dal fatto che un cittadino di Casale avesse trascritto il suo vissuto da deportato in Germania.

    Questa testimonianza mi ha incuriosito perché anche io ho avuto uno zio che è stato deportato in Germania. La mia famiglia è di Casale di Carinola e ogni volta che incontravo mio zio, mi facevo raccontare della sua deportazione.

    Ho dunque percorso il dirario ed incredibilmente ho incontrato mio zio nel racconto di Oreste. Traglia Pasquale viene citato almeno due volte dove incontra Oreste a Monaco.

    Sono rimasto molto emozionato, Pasquale non mi ha mai parlato di questo dirario. Probabilmente non conosceva la sua esistenza. Ceto è che anche lui nei suoi racconti ricordava le tante sofferenze patite in Germania. Anche lui ormai è deceduto; non è rimasto a Casale, si era stabilito in Toscana.

    Non so come ringraziarvi per aver portato a mia conoscenza questo pezzo di storia così intenso.
    Mille grazie ad Oreste che ha saputo fissare la memoria di momenti così tragici.

    Un caro saluto.

    Toni Traglia

Lascia un commento

Aggiungi questo diario
ai tuoi Social Bookmarks.
Condividi!

This work is licensed under Creative Commons BY-NC-ND