Un Blog dalla Seconda Guerra Mondiale

13 aprile 1945

Oggi ho da poco mangiato e sto dormendo a letto a casa sopra il letto quando mi sento chiamare;  mi sveglio e vedo il mio capo fabbrica accompagnato dal suo impiegato, un’uomo, quest’ultimo, degno di lui, vigliacco e disgraziato come lui.  Mi chiama e mi dice:  Domani devi venire a lavorare, io gli ho risposto che sono riconosciuto dal medico che non mi sento bene, mi viene risposto che se non vado a lavorare mi fa prendere dalla polizia. È arrivata l’ora che devo scappare, non andrò a lavorare assolutamente, sono troppo stufo di questi comandi così secchi.  Giuro a me stesso che devo scappare assolutamente per non crepare dalla rabbia.  Ho fregato il dottore;  strofinando il termometro, facendo segnare la febbre a 38 gradi, mi sono fatti 13 giorni di riposo ma ora che non c’è più da fare, perché quel disgraziato di capo fabbrica ha detto che devo andare a lavoro, o malato o sano, allora non c’è altra via di scampo… Scapperò!

Prendo il tram e vado ad avvertire i paesani che lavorano alla stessa fabbrica, li incito a scappare con me, ma tutti hanno paura.  Temono la polizia e mi consigliano di non scappare perche è molto pericoloso, ma ormai sono deciso, la mia moglie, i miei figli mi chiamano.  Devo andare, devo fuggire anche a rischio di essere fucilato.

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"I soldati tedeschi si appostano con le mitraglie per tutte
le vie di Casale. (...)"
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