Un Blog dalla Seconda Guerra Mondiale

Febbraio 1944

  • 2 febbraio 1944

    Stamattina sono venute le suore e hanno fatto celebrare una messa nell’ospedale stesso. Hanno cantato una messa uguale a quelle che cantavano nella chiesa di Casale con Don Pasquale Ruosi. Non ho potuto trattenere le lacrime. Tornato dalla messa sono un po’ stanco, ho dovuto mettermi a letto. Nel pomeriggio mi sentivo bene.

  • 5 febbraio 1944

    Oggi è venuto a trovarmi Tutone Mario e verso sera è venuto Agostino e Ciccillo. Mi trovano bene di salute, gli racconto il fatto del termometro e si mettono a ridere.

  • 12 febbraio 1944

    Il mio termometro nascosto continua a funzionare. Gli infermieri sono due- uno è molto alla buona, l’altro mi sembra più furbo. Una mattina viene uno e l’altra viene l’altro. È venuto a trovarmi una signora italiana, moglie di un tedesco, signora Porri, insieme a un’altra signora italiana. Mi portano dei giornali nei quali io spero […]

  • 13 febbraio 1944

    Stasera è venuto a trovarmi di nuovo Agostino e Ciccillo, mi domandano del termometro. Gli dico che l’ho nascosto nel letto con 38 1/2 di temperatura. Sono perfettamente guarito ma in fabbrica non ci vorrei andare più, il proprietario della fabbrica è tanto cattivo con noi italiani che lo chiamiamo tra noi “il boia” e […]

  • 17 febbraio 1944

    Viene l’infermiere stamattina, è il turno del furbo, consegna il termometro e se ne va. Lo viene a ritirare, lo guarda, e mi guarda. Scarica il termometro e me lo da di nuovo e mi si resta vicino. Dopo cinque minuti si fa consegnare il termometro lo guarda e mi dice, “schurke” che significa farabutto. […]

  • 18 febbraio 1944

    Esco dall’ospedale con 18 giorni di riposo.

  • 25 febbraio 1944

    Oggi sono andato alla Casa del Fascio giusto come mi disse la signora Porri. Fa un freddo che si gelano le ossa, sono una ventina di giorni che nevica sempre. A detta casa del fascio mi mettono in nota per una giacca, una camicia e una mutande, ma mentre mi stavano consegnando detta roba, il […]

  • 28 febbraio 1944

    Stamattina sono andato dalla polizia per far timbrare i moduli, mi vengono subito timbrati e firmati senza nessuna parola, e così resto all’Hotel Kreuzbräu (questo è il nome dell’hotel). Ho avuto una bella stanza al quarto piano, ci sono due letti, però ci sono solo io, l’altro è vuoto.

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