Un Blog dalla Seconda Guerra Mondiale

Dicembre 1943

  • 6 dicembre 1943

    Oggi è venuta una signora che lavora all’hotel Deutsch Kaiser situato dirimpetto alla stazione centrale di Monaco (Monaco ha tre stazioni). Confabula con il mio principale, mi guardano, poi carico le mele su una lambretta a tre ruote e se ne va. Poi viene un signore e si porta, dopo aver parlato con il principale, […]

  • 8 dicembre 1943

    Siamo a scaricare delle cappucce dal carro merci del treno sul camion, scivolo e mi faccio male la gamba. Dopo caricato il camion, andiamo al magazzino. Appena il principale vede che mi sono fatto male, chiama un italiano. Mi dice se voglio andare a lavorare in albergo. Dico di sì. Prende il telefono e dopo […]

  • 9 dicembre 1943

    L’hotel è un grande locale dove ci lavorano più di cento persone. È dirimpetto alla stazione centrale. Mi hanno messo a lavorare vicino alla macchina che lava i piatti. Qui sto molto bene, solo che non ho notizie di mia moglie, e i miei due piccoli figli, specie Marina che ha circa 8 mesi. Ieri […]

  • 15 dicembre 1943

    Mi chiama il direttore dell’hotel e mi dice che devo andare all’ufficio del lavoro. Qui mi dicono che non posso stare a lavorare all’hotel, che devo tornare dove stavo prima. Li faccio vedere la gamba che mi sono fatta male, non è guarita, c’è ancora la pelle scorticata. Visto questo, mi fanno una carta e […]

  • 16 dicembre 1943

    Questa notte c’è stato un grande bombardamento. Siamo scesi negli scantinati, dopo circa un’ora è cessato l’allarme.

  • 17 dicembre 1943

    Mi sono presentato alla fabbrica Rockinger dove sono Agostino LaTorre, Ciccillo D’Angelo, Traglia Pasquale, e Mario Tutone. Quest’ultimo è uno sfollato di Napoli che ha la famiglia a casa di Don Filippo Trabucco, il cieco, a Casale. I Casalesi quando mi hanno visto sono rimasti tutti contenti. Mi mettono vicino a una macchina che buca […]

  • 24 dicembre 1943

    Vigilia di Natale, ma per me non è Natale, ma un dolore immenso. Ieri ho detto a Agostino di venire a Monaco da me e che si porta con sé un sacco a pane. Agostino è venuto puntuale. Lo porto con me lungo la strada che facevo io quando lavoravo col commerciante di frutta. Su […]

  • Natale 1943

    Per me è un giorno qualunque, anzi un giorno tetro.Non posso trattenere le lacrime che mi riempiono gli occhi pensando a mia moglie, i miei figli che sono rimasti senza il mio sostegno morale e materiale- che angoscia!

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