Un Blog dalla Seconda Guerra Mondiale

23 settembre 1943

Casale di Carinola

I soldati tedeschi si appostano con le mitraglie per tutte le vie di Casale. Verso le ore 8:00 un banditore gira le vie del paese dicendo che tutti gli uomini si uniscono in piazza per ascoltare il discorso di un ufficiale tedesco. Andati in piazza ci accorgiamo che siamo chiusi da tutte le strade. Si ritirano i documenti e ci danno un’ora per andare a casa a prendere qualcosa. Dicono che ci portano a lavorare per due, tre giorni. Ci avvertono che per chi non torna, saranno fatte rappresaglie sulla famiglia. Io intuisco che ci portano in Germania, ma per paura di rappresaglie contro mia moglie, i miei due figli, e mio padre, mi presento. Dopo un’ora siamo tutti in piazza. Ci fanno salire sui camion e ci portano sopra le montagne vicino al Massico. La notte la passiamo all’aperto, sempre attorniati dai tedeschi.

24 settembre 1943

Ci fanno salire sui camion e ci portano alla stazione di Sparanise. Qui ci fanno salire sui carri bestiame. Siamo Casalesi, altri uomini di Carinola, San Donato, San Ruosi, e Ventaroli. Chiudono i carri e non c’è nessuna via d’uscita. La stessa sera partiamo. Siamo zeppi di sudore e non si può neanche respirare. Così passa la notte. A qualche stazione ci fanno scendere per andare a toilet, ma dobbiamo fare in mezzo ai binari con i tedeschi sempre con i fucili e mitragliatori in mano.

26 settembre 1943

Siamo alla stazione di Verona. Ho tentato di scappare. Sono sceso dalla parte opposta della ferrovia e ho cercato di salire su un altro merci fermo nella stazione, ho sentito un grido alle mie spalle ed un tedesco mi ha puntato il fucile addosso. Ho fatto subito marcia indietro sul carro.

Siamo arrivati a Dachau, campo di concentramento. Qui dormiamo sulle tavole nude.

30 settembre 1943

Siamo arrivati a Monaco di Baviera.  È notte, ci hanno portati in un gran hotel.  Qui abbiamo cambiato un po’ di moneta italiana in marchi tedeschi.  Ci siamo comprate delle birre.  C’è un teatro, e la notte molti di noi hanno dormito sul palco, nude tavole.
Ci hanno portati all’ufficio del lavoro.  Vengono gente a prelevarci come cose loro.  Chiamano i nomi delle persone presenti e li portano con loro, chi 20 uomini, chi 30, chi 10. Poi chiamano Maina Oreste e Russo Donato di San Donato.  É un grande commerciante di frutta.  La sera ci portano al dormitorio dove ci sono più di 500 persone.  La notte mentre stiamo dormendo, suona l’allarme.  Le sirene urlano, fanno paura, ci fanno scendere negli scantinati.  Quando è finito l’allarme, saliamo nelle camerate.  I vetri delle finestre sono tutti rotti e sparsi sui letti e per terra.  Gli intonaci sono tutti sbriciolati e ci sono molte crepe nelle pareti.  Nelle strade vicino i pompieri sono tutta la notte in azione con un rumore assordante.

1 ottobre 1943

Siamo andati a lavoro io e Donato Russo.  Lavoriamo a scaricare mele, cetrioli, e verdure da sopra i carri merci, carri italiani.  La sera si torna al dormitorio.  Qui ci danno da mangiare la “suppe”- acqua calda e crusca di grano senza alcun condimento.  Alle 20:00 si va a fare la doccia- obbligatoria- 20:30 tutti a dormire.  La mattina si va al solito posto.  Facciamo circa tre chilometri  a piedi lungo la città per arrivare alla stazione merci.  Carichiamo il camion di cassette di mele e le portiamo al posto di vendita dove il principale ha il suo ufficio.  Qui vengono a prendersele tutti gli enti, ristoranti, ecc con la dovuta tessera.  A mezzogiorno si va a mangiare nel ristorante, suppe e kartoffel.  La sera ci accompagnano al dormitorio.

20 ottobre 1943

Ho incominciato a imparare la strada e non ci accompagnano più.  Incomincio a farmi delle amicizie nei negozi alimentari che sono lungo la strada che dal magazzino porta al dormitorio.  Una volta a una bottega, un’altra volta a un’altra, gli porto un sacco di mele o cipolle che prendo di nascosto al magazzino o sui carri merci.  Non conosco nessuno, non so i miei compagni di sfortuna dove sono e così le porto a queste botteghe.  Loro mi danno pane e altre cosette.

8 novembre 1943

Mentre esco dal ristorante dove sono andato a mangiare incontro i carabinieri in divisa. Vanno pulendo le strade in piena città con certe carrette che spingono a mano come asini, mi hanno detto che li hanno presi a Roma. Gli do un appuntamento per il giorno dopo e gli porto un sacchetto di mele. Loro mi danno un grosso pezzo di formaggio che si sono portati dall’Italia. Mi hanno fatto pena anche se sto io più in pena di loro.

15 novembre 1943

Oggi sono andato al mercato nero. Ho incontrato Silvio Grassini di Roccamonfina. Ho lavorato per lui le ciliege solforate dal 1938 al 1943. Ho comprato un cappotto da lui. Già è comparsa la prima neve.

20 novembre 1943

Oggi ho trovato Carinolesi e altri di San Donato. Mi danno il loro indirizzo. Lager B.M.W., a circa sette chilometri da Monaco.

22 novembre 1943

Ho comprato da un tedesco un barattolo di miele di 8 kg. L’ho portato al Lager B.M.W. e l’ho venduto a Guido Garofalo e Ermelindo Cirelli, ho guadagnato 15 marchi. Loro lo rivendono a piccoli barattoli agli olandesi che sono nello stesso Lager. Seguito ad andare al mercato nero, che è a centro di Monaco dove abito io e Russo Donato. Compro e vendo tessere di pane, tessere di sigarette, di ogni cosa e li rivendo. Guadagno molti marchi e con questi mi sto comprando ogni cosa che mi necessita per vestirmi e nutrirmi.

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